Guide

Guide

Le nostre guide sono pensate per avere un'idea delle possibilità offerte dalle soluzioni tecniche e dai materiali che siamo in grado di proporvi.

Attualmente sono disponibili guide alla scelta dei materiali e delle finiture, sia per la produzione di prototipi che di pre-serie.

Laura Mar, 05/17/2016 - 12:42

Guida ai materiali

Guida ai materiali

Le tabelle seguenti cercano di riassumere le caratteristiche dei materiali disponibili per prototipi e piccole serie.

Il colore verde indica buone caratteristiche della proprietà indicata, il colore grigio indica che il materiale non è molto adatto o non possiede la caratteristica indicata, il colore giallo rappresenta una situazione intermedia (accettabile, non eccelso). Cliccando sull'immagine potete ingrandire le tabelle. Per vedere le caratteristiche quantitative riferite al singolo materiale potete scaricare il pdf nella sezione Datasheet.

Materiali per prototipi

Materiali per prototipi

Legenda:

  Molto buono / Consigliato
  Medio
  Non adatto / Sconsigliato

Materiali per piccole serie con stampi siliconici

Tabella comparativa materiali per pre-serie

La tabella comparativa dei materiali per stampi pre-serie è disponibile anche in formato PDF in modo da poterla stampare ed averla sempre a portata di mano.

Nicola Felice Ven, 05/20/2016 - 10:23

Finiture per stereolitografia

Finiture per stereolitografia

Questa guida descrive i vari modi in cui possono essere rifiniti i prototipi realizzati in stereolitografia: dalla finitura base, alla verniciatura RAL. Solitamente la finitura viene realizzata solo sul lato estetico, salvo diversi accordi e con eccezione dell'effetto trasparente che richiede finitura su entrambi i lati.

FB - Finitura basic

Finitura basic

Questo tipo di finitura è la finitura base definita dalla macchina, senza ulteriori trattamenti se non quelli strettamente necessari per separare l'oggetto dai supporti. La qualità della superficie dipende fortemente dal posizionamento in macchina che può evidenziare o nascondere le stratificazioni del processo. E’ la finitura più economica.

FS - Finitura standard

Finitura standard

E' la finitura più comune, consiste nella carteggitura e sabbiatura del pezzo, che assume un aspetto traslucido bianco.

FT - Finitura trasparente

Finitura trasparente

Con il materiale Watershed 1122XC è possibile ottenere una finitura trasparente, simile al vetro. Questo è possibile carteggiando, lucidando e verniciando il pezzo su entrami i lati, compatibilmente con la geometria del pezzo stesso.

FM - Finitura metallizzata

Finitura metallizzata

In questo caso il prototipo, dopo essere stato lucidato, viene sottoposto a metallizzazione sottovuoto. La superficie finale è lucida e ha un potere altamente riflettente, ma può presentare lievi screpolatura, che possono evidenziarsi anche nel tempo, dovute alle diverse dilatazioni che caratterizzano la resina ed il metallo. È una finitura che richiede più tempo rispetto alle altre (solitamente 3-4 giorni lavorativi in più).

FP - Finitura painted

Finitura colorata

Questo tipo di finitura viene verniciando il modello con una tinta a scelta, lucida o opaca. Con questa modalità si possono ottenere anche finiture simil-metallo opache.

Laura Mar, 05/17/2016 - 15:03

Finiture per pre-serie

Finiture per pre-serie

Con gli stampi in silicone si possono ottenere una buona varietà di finiture, che troviamo di seguito descritte. Tutti gli effetti descritti (eccetto quelli metallizzati) possono applicarsi ad una base pigmentata con tinta RAL a scelta, oppure su una base trasparente (incolore o colorata). Salvo diversi accordi, la finitura viene realizzata solo sul lato estetico; fanno eccezione i pezzi trasparenti, che vengono comunque rifiniti su entrambi i lati.

FLL - Finitura liscia lucida

Finitura lucida

Questo tipo di finitura viene ottenuta lucidando al massimo possibile il prototipo master. I pezzi così ottenuti hanno una finitura lucida e, se il materiale è trasparente, l'effetto è simile al vetro. Attenzione: questa finitura è laboriosa da ottenere e rende molto evidenti anche i minimi difetti e graffi.

FLO - Finitura liscia opaca

Finitura opaca

Questa finitura, caratterizzata da una superficie liscia ma non lucida, è una delle finiture più usate e versatili, facilmente ottenibile su quasi tutte le geometrie. Se il materiale di colata è trasparente, l'effetto è tipo vetro lievemente acidato.

FGL - Finitura goffrata leggera

Finitura goffrata leggera

La superficie FGL presenta una lieve goffratura, che può avere scopo estetico, ma può anche servire a nascondere eventuali irregolarità che possono presentarsi nei prototipi più complessi. Anche questa è una finitura molto usata e versatile. Su materiale trasparente, l'effetto è tipo vetro sabbiato.

FGG - Finitura goffrata grossa

Finitura goffrata grossa

In questa finitura la goffratura è ancora più evidente. In certi casi, la ruvidità della superficie può rendere difficoltosa la correzione dei difetti e può anche ridurre la durata dello stampo.

 

FST - Finitura strutturata

Finitura strutturata

Finitura molto particolare, caratterizzata da una ruvidezza elevata, che simula un materiale di tipo fibroso. Riduce notevolmente la durata dello stampo.

 

FML - Finitura metallizzata lucida

Finitura metallizzata lucida

Questo tipo di finitura viene ottenuta tramite vaporizzazione di metallo sottovuoto. Il rivestimento è di pochi micron e quindi ha caratteristiche estetiche e non strutturali. Il processo di metallizzazione sottovuoto comporta un aumento dei tempi di produzione.

FMS - Finitura metallizzata satinata

Finitura metallizzata satinata

Questo tipo di finitura viene ottenuta verniciando i particolari con una vernice metallizzante opaca. I tempi di realizzazione e i costi sono inferiori, ma non è possibile ottenere l'effetto lucido.

Laura Mar, 05/17/2016 - 12:45

Modelli trasparenti

Modelli trasparenti

La stampa 3D e la produzione in piccola serie di modelli trasparenti

Questa guida vuole aiutare a comprendere come si possono ottenere dei modelli trasparenti dalla stampa 3D e dalle pre-serie in vacuum casting e, partendo dalla definizione del concetto di trasparenza, fornisce delle indicazioni sulle possibilità ed i limiti di queste due soluzioni.

Prototipi trasparenti

Cos'è la trasparenza?

Quando diciamo "trasparente" siamo tutti abbastanza sicuri di quello che intendiamo, ma ci sono degli aspetti del concetto di trasparenza che vale la pena di approfondire, per comprendere meglio cosa ci si può aspettare quando si vuole ottenere un prototipo trasparente dalla stampa 3D.
La trasparenza è la capacità di un corpo di permettere il passaggio della luce e quindi la visione di oggetti situati al di là di esso.
Questa capacità è determinata da due fattori:

  1. dal materiale di cui è costituito l'oggetto, ovvero dal suo indice di rifrazione: per esempio, avendo convenzionalmente fissato a 1 l'indice di rifrazione del vuoto, l'aria risulta avere indice 1.00029, l'acqua: 1.33, il vetro circa 1.5, il diamante: 2.4;
  2. dalla superficie dell'oggetto: se la superficiè è ruvida, l'angolo di incidenza effettivo della luce non è quello che si vede macroscopicamente ma varia da punto a punto in quanto i vari raggi luminosi incidono sulle faccette microscopiche della rugosità, caratterizzate ognuna da una propria normale, con un effetto complessivo di riflessione e diffusione ovvero di alterazione del percorso dei raggi luminosi, che riduce la trasparenza effettiva.
Tabella degli indici di rifrazione di alcuni materiali

Ne consegue che, per ottenere un prototipo trasparente è necessario:

  1. utilizzare un materiale con un buon indice di rifrazione, ovvero un materiale in se trasparente;
  2. avere una superficie il più possibile lucida e priva di discontinuità geometriche macroscopiche o microscopiche.

Come ottenere modelli trasparenti?

Nel caso dei prototipi, i due percorsi possibili per ottenere un risultato di questo genere sono la stereolitografia ed il vacuum casting.

Nel caso della stereolitografia bisogna utilizzare un materiale trasparente come per esempio il Somos Watershed 11122XC e poi procedere alla finitura della superficie del prodotto fino a renderla liscia e lucida. Nella maggior parte dei casi si vernicia poi l'oggetto con vernice trasparente per esaltarne l'effetto finale.
Il secondo percorso che si può seguire per ottenere dei prototipi trasparenti è quello di colare dei poliuretani trasparenti all'interno di uno stampo in silicone. In questo caso, per assicurare la trasparenza dell'oggetto stampato, è necessario che il master utilizzato per produrre lo stampo, solitamente prodotto in stereolitografia, sia perfettamente lucido e riflettente, ovvero con le caratteristiche superficiali, e quindi le problematiche, descritte nel paragrafo precedente.
 

Confronto tra prototipazione rapida e repliche siliconiche

In generale, vale la pena seguire la prima strada quando si vuole realizzare un singolo prototipo e si vogliono contenere i costi, ha senso invece seguire la seconda strada se si vuole fare una piccola serie di modelli e si cercano materiali più prestanti (sia dal punto di vista meccanico che estetico).

Trasparenza tecnica o trasparenza estetica?

In entrambe le soluzioni sopra descritte, i trattamente necessari a lucidare i modelli comportano dei costi e, cosa ancora più importante, non sempre sono possibili. In generale, per poter lucidare e verniciare un oggetto, è necessario che tutte le sue superfici, interne ed esterne, siano accessibili agli utensili di finitura (di solito manuali) ed alla vernice che viene aerografata. Se ciò non è possibile, la trasparenza dell'oggetto sarà in qualche modo ridotta. Questo problema però, in molti casi è meno limitante di quello che può apparire. Per comprendere meglio la situazione conviene fare riferimento alla distinzione che si fa, nella pratica, tra trasparente estetico e trasparente tecnico.

Confronto tra trasparenza tecnica e trasparenza estetica

La trasparenza estetica è quella "tipo vetro" che possiamo pretendere per esempio da una lampada o dalla vetrina di un frigorifero: ovvero una trasparenza che ci permette non solo di vedere attraverso senza alcuna attenuazione o deformazione, ma anche di apprezzare la finitura liscia e lucida della superficie.
La trasparenza tecnica è invece quella che possiamo chiedere ad un raccordo in cui vogliamo far passare un liquido, o ad una scatola che dovrà contenere una scheda elettronica: in questo caso, è importante poter vedere attraverso la superficie, ma l'estetica della stessa è molto meno importante perchè eventuali difetti non sono rilevanti o si confondono facilmente con gli altri oggetti che che costituiscono l'assieme. In questo caso, anche se non si riescono a lucidare e verniciare perfettamente tutte le superfici, spesso l'effetto finale di trasparenza è del tutto accettabile anche perchè è importante tenere presente che qualsiasi discontinuità geometrica (spigoli, nervature, fori, torrette, etc.) comporta di per sè una riduzione della trasparenza.
Quando si vuole realizzare un prototipo trasparente è quindi importante stabilire quali sono le reali esigenze perchè il cosiddetto "trasparente tecnico", oltre ad essere più facile da ottenere, è molto meno impegnativo dal punto di vista dei costi.


Per una comoda consultazione su altri media, questa guida è disponibile anche in formato PDF:

Volete saperne di più?
Se avete dei dubbi, sull'opportunità di scegliare la soluzione stereolitografia anzichè stampi in silicone, oppure volete comprendere meglio se avete bisogno di una trasparenza estetica o tecnica, non esitatate a contattarci!

Nicola Felice Mer, 05/16/2018 - 16:37